Che cos’è una nave fantasma?

Una nave fantasma è una nave che è stata associata a una sorta di evento soprannaturale. Finché le persone hanno navigato nei mari, le leggende sulle navi fantasma sono state raccontate e ri-raccontate, e alcune di queste navi misteriose e condannate sono diventate ampiamente famose. La storia di Mary Celeste, ad esempio, è una delle leggende più durature e misteriose dell’alto mare.

Esistono diverse versioni della nave fantasma. Nella versione più semplice, la storia coinvolge una nave che la gente sostiene sia infestata o maledetta. Una nave da crociera, ad esempio, potrebbe essere afflitta da incidenti che coinvolgono misteriose morti o malattie dei passeggeri, o segnalazioni di attività soprannaturali in particolari aree della nave. In alcuni casi, ripetute affermazioni secondo cui una nave è infestata o maledetta hanno portato alla decisione di demolirla, piuttosto che perpetuare la leggenda.

In un’altra versione della leggenda della nave fantasma, una nave fantasma è un’apparizione di una nave che è stata affondata o persa. L’olandese volante è un esempio di una nave fantasma di questo tipo, destinata a navigare per il resto dell’eternità. Alcuni marinai hanno affermato di aver visto navi fantasma in regioni in cui presumibilmente erano cadute navi e che queste navi illusorie hanno causato manifestazioni paranormali sulle vere navi che le attraversano.

I due tipi di navi fantasma sopra elencati sono fantasiosi e leggendari e alcuni scettici si fanno beffe della loro esistenza. Il terzo tipo di nave fantasma, tuttavia, è un fenomeno molto reale che a volte è difficile da spiegare. In questo tipo di nave fantasma, viene scoperta una nave abbandonata che galleggia da qualche parte nell’oceano, a volte vuota e a volte con i corpi dell’equipaggio, senza indizi evidenti su ciò che è accaduto a bordo. A volte, la deduzione logica può essere utilizzata per determinare che la nave ha esaurito il carburante, ha colpito un punto senza vento o è stata attaccata dai pirati, ma a volte la logica non può essere all’altezza della sfida.

Ci sono stati diversi casi di misteriosi derelitti che galleggiavano lontano dal punto in cui erano stati visti l’ultima volta, come uno yacht vuoto scoperto al largo delle coste dell’Australia nel 2007 senza alcun segno che la barca fosse stata abbandonata o che quelli a bordo fossero stati attaccati, dato che un pasto parzialmente completato era seduto al tavolo della cambusa e tutte le attrezzature di salvataggio erano intatte. Non è possibile presentare spiegazioni soddisfacenti per il destino di queste navi e dei loro equipaggi, con gli investigatori che generalmente attribuiscono gli incidenti a “disavventure”.

I marinai sono personaggi notoriamente superstiziosi e forse non sorprende che le leggende sulle navi fantasma siano sopravvissute così a lungo. L’oceano è un luogo ampio e talvolta solitario, che invita alla speculazione e alla leggenda delle persone che trascorrono gran parte della loro vita in mare.

Che cos’è una nave da guerra?

Quali sono i migliori consigli per assumere uno scrittore fantasma, che cos’è una nave antincendio, come possono i piloti evitare una collisione navale, panoramica sulla privacy.

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Che cosa accadde alla "nave fantasma" Octavius che cercava il Passaggio a nord-ovest?

L'octavius divenne la leggendaria nave fantasma perché scomparve nell'estate del 1762 e fu avvistata solo l'11 ottobre 1775: forse restò incagliata nei ghiacci artici..

nave fantasma

L'Octavius, la leggendaria nave fantasma , rimase probabilmente incagliata nei ghiacci artici , non riuscendo ad attraversare il celebre Passaggio a nord-ovest , la rotta che - attraverso lo stretto di Bering, le frastagliate coste del Nord America e quelle meridionali della Groenlandia - collega gli oceani Pacifico e Atlantico. Di ritorno dalla Cina a Londra, la goletta in questione scomparve nell'estate del 1762 e non se ne ebbero più notizie fino all'11 ottobre 1775.

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Message in a bottle. Nel 1784, un marinaio giapponese di nome Chunosuke Matsuyama, naufragò su un’isola con 44 compagni. Speranzoso, inviò un un messaggio di soccorso in una bottiglia dalla nave che affondava. E il messaggio arrivò a destinazione, proprio nei pressi del villaggio dov’era nato, ma solo… nel 1935

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Perseguitato dalla sfortuna. Ramon Artagaveytia sopravvisse al naufragio della nave America nel 1871, gettandosi in mare per sfuggire alle fiamme. Gli incubi che lo perseguitarono per più di 40 anni, gli impedirono di salire su una nave, finché nel 1912 prese il coraggio a due mani e si imbarcò sul... Titanic. E dire che poco prima della partenza aveva scritto al cugino: "Finalmente mi sento in grado di riprendere a viaggiare...".

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Niente uncini, molte amputazioni. François le Clerc, il corsaro francese che alla metà del ’500 terrorizzò i Caraibi, è uno dei pochi gamba di legno realmente esistiti. Il ferimento a un arto con successiva amputazione era effettivamente frequente, ma spesso non vi si sopravviveva: di rado c’era un medico a bordo e spesso a operare era il cuoco. Pochi se la cavavano, ancora meno usavano protesi per le gambe o uncini al posto delle braccia. Più comune (ma non comunissima) la benda sull’occhio.

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La prima piratessa. Jeanne de Clisson era un'innocua donna francese, che nel 1343 scelse di diventare pirata per vendicare la morte del marito. Col ricavato della vendita della propria terra, comprò 3 navi che le bastarono per terrorizzare la nobiltà francese lungo la costa. Nota anche come Jeanne de Belleville e la Leonessa di Brittany, scelse come bersaglio prediletto le navi di re Filippo VI, di cui voleva vendicarsi. E per molti anni riuscì a tenergli testa.

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Le altre piratesse. Ma la Leonessa di Brittany non è l'unica piratessa ad aver solcato i mari. Una delle più temute fu senz'altro Ching Shih, ex prostituta cinese, che a metà dell'800 finì per comandare quasi 2.000 navi: la più grande flotta pirata della Storia. Ci sono poi Anne Bonny e Mary Read (nella foto), una coppia di piratesse che solcarono i mari nel '700, epoca d'oro della pirateria.

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Il mito della passerella. Durante l’età dell’oro della pirateria caraibica, tra la metà del XVII secolo e i primi decenni del XVIII, non vi è testimonianza alcuna dell’uso della famigerata passerella, ennesima invenzione alimentata dalla narrativa. L'unica testimonianza di un'esecuzione simile risale al al 1829: sul Times di Londra apparve un articolo in cui si parlava di un recente attacco pirata nei Caraibi ai danni di un brigantino olandese. In quel caso le vittime furono costrette a saltare in mare da una passerella, con tanto di benda agli occhi e palla di cannone legata ai piedi. Ma si trattò di un evento isolato.

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I pirati non seppellivano i tesori. Nell’immaginario associamo i pirati ai tesori nascosti, sepolti in isole sperdute e rintracciabili soltanto grazie a misteriose mappe del tesoro (come insegna Stevenson nella sua Isola del tesoro ). Si tratta però di un falso mito. Ci sono stati sporadici episodi di seppellimento del tesoro, come nel caso del capitano William Kidd (nella foto), ma normalmente i pirati preferivano spendere i loro tesori in fretta.

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Cacciatore di tesori. Tommy Thompson è un cacciatore di tesori che nella sua carriera ha esplorato diversi velieri, recuperando decine di milioni di dollari: nel 1988, per esempio, ha ritrovato il relitto della USS Central America, risalente all'età dell’oro, che si stima trasportasse 21 tonnellate d’oro: il tesoro più grande mai trovato secondo la rivista “Life”. Dove si trova ora? In carcere, dopo aver frodato alcuni suoi soci.

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A ogni pirata la sua bandiera. La bandiera pirata per eccellenza è nera e vi campeggiano un teschio e due ossa incrociate, ma altrettanto celebre è la versione con due sciabole, ideata dal pirata inglese John Rackham, conosciuto come Calico Jack (1682-1720). Il multiforme stendardo (vi comparirono cuori trafitti, palle di cannone, clessidre ecc.) era chiamato Jolly Roger, dal francese jolie rouge (“bella rossa”, dalla bandiera rosso sangue che, issata su una nave, significava che l’equipaggio avrebbe combattuto fino alla morte) o forse da un soprannome del diavolo (Old Roger).

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Niente riguardi per le donne. Di norma i codici pirateschi vietavano di condurre donne a bordo (si diceva che portassero sfortuna) e quando se le ritrovavano come prigioniere riservavano loro ben pochi riguardi. Il carceriere di turno, che in teoria doveva tenerle lontane dagli occhi famelici della ciurma, non tardava infatti ad abusare di loro. Idem per le indigene incontrate durante le razzie a terra, sistematicamente violentate e massacrate. Le più “fortunate” venivano catturate e rivendute come schiave.

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La nave fantasma. Abbandonata alla deriva nel nord dell'Atlantico nel 2013, la nave russa Lyubov Orlova si è presto trasformata in un moderno vascello fantasma: avvistata più volte, dopo essere stata data per affondata, ha anche ispirato la fantasia dei giornali. Il Sun, un tabloid inglese, è arrivato a scrivere che sarebbe infestata di topi cannibali e in procinto di naufragare sulle coste del Regno Unito (ma la guardia costiera ha prontamente smentito). Nessuno sa dire dove si trova in questo momento.

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Il naufragio della Vasa. La nave da guerra svedese Vasa, affondata nel 1628, fu recuperata nel 1961 quasi del tutto intatta. Una grande scoperta per gli amanti del mare, perché la Vasa ci offre una importante testimonianza dell'epoca: ad oggi non c'è nessun'altra nave del 600, in quelle condizioni. Leggi anche: 7 naufragi entrati nella storia

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Le leggende delle navi fantasma.

  • Marcello Guadagnino
  • 9 Gennaio 2024
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  • 3 minute read

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Mary celeste: il mistero insondabile dell’atlantico, flying dutchman: la maledizione del vascello errante, kaz ii: la barca senza equipaggio delle acque australiane, carroll a. deering: il caso intricato alle bermuda, octavius: il viaggio congelato nel mare del nord, zebrina: l’ombra di un mistero britannico, jenny: il fantasma del mar nero, joyita: il mistero nel pacifico, ourang medan: il caso olandese dell’orrore, oltre l’ombra delle leggende.

Le profondità degli oceani celano segreti avvolti nell’oscurità, e tra le storie marittime più affascinanti emergono le leggende delle navi fantasma . Questi racconti, tramandati attraverso i secoli, narrano di imbarcazioni misteriosamente abbandonate, vaganti senza meta nei mari del mondo . Tra i casi più celebri spicca la Mary Celeste , trovata intatta e deserta nell’Atlantico nel 1872, un enigma che ha ispirato innumerevoli narratori. Dall’inquietante Flying Dutchman alla moderna incognita della Kaz II, le storie delle navi fantasma catturano l’immaginazione, mescolando elementi di avventura e terrore. In questo articolo, esploreremo alcune delle storie più misteriose e affascinanti di navi fantasma , scrutando le acque tumultuose dell’ignoto che continuano a sfidare la comprensione umana.

Uno dei casi più celebri è senza dubbio quello della Mary Celeste, rinvenuta nel dicembre 1872 nell’Atlantico. Questa nave mercantile, apparentemente intatta e in buono stato, si presentò al mondo senza il suo equipaggio. Senza alcun segno di lotta o danni significativi, la Mary Celeste divenne il prototipo delle storie di navi fantasma, alimentando la speculazione e l’immaginazione.

Tra le leggende più antiche e universalmente conosciute spicca il Flying Dutchman, il vascello fantasma condannato a errare senza meta per l’eternità. Secondo la leggenda, il capitano, condannato per aver giurato di doppiare il Capo di Buona Speranza in tempi record, è intrappolato in un viaggio senza fine. La sua presenza è spesso considerata un presagio di sventura.

Un mistero più moderno è rappresentato dalla Kaz II, scoperta al largo delle coste dell’Australia nel 2007. Nonostante la barca fosse in buone condizioni, l’equipaggio era misteriosamente scomparso. Le circostanze di questo abbandono sono rimaste avvolte nell’ombra, alimentando la speculazione sulla sorte dei marinai dispersi.

Nel 1921, la Carroll A. Deering fu trovata abbandonata alle Bermuda. L’equipaggio era scomparso, e la nave era stata saccheggiata. Le autorità furono incapaci di risolvere il mistero, lasciando che l’enigma della Deering si intrecciasse con le altre storie delle navi fantasma nel folclore marittimo.

La saga della nave Octavius risale al 1761 quando, nel Mare del Nord, fu scoperta galleggiante con il suo equipaggio morto congelato. Ciò che rende questa storia particolarmente intrigante è il fatto che la nave era stata persa 13 anni prima. L’Octavius, rimasta intatta nel ghiaccio, fece il suo viaggio attraverso il tempo e lo spazio marittimo in modo apparentemente miracoloso.

Nel 1917, la barca a vela britannica Zebrina fu trovata abbandonata nell’Oceano Atlantico. Nonostante l’imbarcazione fosse in condizioni apparentemente buone, l’equipaggio era misteriosamente scomparso. Nessun segno di lotta o indizi sulla causa dell’abbandono furono mai trovati, gettando un’ombra di mistero sul destino della Zebrina.

Nel Mar Nero, la storia della nave fantasma “Jenny” si diffuse nel XIX secolo. Si racconta che la nave, carica di grano, fu avvistata navigare senza equipaggio. Quando una nave di soccorso si avvicinò, trovarono la ciurma morta e la nave parzialmente sommersa. La Jenny divenne un simbolo di terrore tra i marinai, evitata per paura di un destino simile.

La scomparsa della MV Joyita nel Pacifico nel 1955 è un enigma che sfida le spiegazioni razionali. La nave fu ritrovata alla deriva, danneggiata e senza equipaggio. Nonostante le condizioni avverse, alcuni oggetti di valore erano rimasti a bordo. La scomparsa dell’equipaggio e le circostanze poco chiare fecero della Joyita un caso intrigante e misterioso.

Una delle storie più inquietanti è quella dell’Ourang Medan, una nave olandese che, secondo i rapporti, fu scoperta nel 1947 nell’Oceano Indiano. L’equipaggio era morto, con espressioni di terrore sui loro volti. Prima che gli investigatori potessero approfondire l’indagine, la nave esplose misteriosamente, contribuendo ad alimentare il mito di questa inquietante nave fantasma.

Sebbene alcune di queste storie abbiano spiegazioni razionali, come tempeste violente o guasti tecnici, il fascino delle navi fantasma risiede nella loro capacità di catturare l’immaginazione e alimentare il senso di meraviglia e terrore verso l’ignoto. Ogni onda che si infrange, ogni sibilo del vento marino sembra portare con sé un eco di queste storie misteriose, invitandoci a esplorare le profondità oscure e misteriose del mare. Forse, tra le correnti impetuose e gli abissi inesplorati, si nasconde la chiave per comprendere il destino di queste navi fantasma e svelare i segreti nascosti dietro l’orizzonte marino.

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nave fantasma che significa

Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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L'Octavius, la nave fantasma che attraversò il passaggio a Nord Ovest

Ci sono decine di leggende sulle navi fantasma. alcune sono frutto di fantasia, altre nascondono una parte di verità. come nel caso della goletta "octavius", data per dispersa per oltre quattordici anni e che pare sia stata scoperta nel 1775 alla deriva nell'oceano artico, a migliaia di chilometri dalla rotta originaria. come se non bastasse, tutti i membri dell'equipaggio furono trovati morti nelle loro cabine.

Josep Gavaldà

12 gennaio 2021, 07:00

Grandi enigmi

Età moderna

Una nave fantasma naviga tra i flutti in tempesta durante un temporale

Una nave fantasma naviga tra i flutti in tempesta durante un temporale

Sin dall'antichità chi viaggiava per mare sognava di trovare il famoso "passaggio a Nord Ovest" – noto anche come "passaggio maledetto" —, una rotta che, costeggiando l'America del Nord, consentirebbe di collegare gli oceani Atlantico e Pacifico attraverso il Mar Glaciale Artico. Riuscire a scoprire questo passaggio era una missione estremamente rischiosa. Il primo passo verso il successo era quello di attraversare lo stretto di Lancaster in estate, quando le condizioni atmosferiche erano ancora favorevoli. Chi avesse agito diversamente avrebbe rischiato di restare bloccato nel ghiaccio fino al l'estate successiva, come successe alle navi Terror ed Erebus , incagliatesi nel 1845 e rinvenute nel 2016. E molto probabilmente fu ciò che accadde, quasi un secolo prima, a un'altra nave: l' Octavius .

Esito della spedizione di John Franklin del 1845. Incisione basata su un quadro di Thomas Smith. 1896

Esito della spedizione di John Franklin del 1845. Incisione basata su un quadro di Thomas Smith. 1896

Viaggio verso il nulla.

La storia dell' Octavius ​​ebbe inizio il 10 settembre 1761, quando la nave salpò da Londra sotto il comando del capitano Hendrick van der Heul per dirigersi in Cina, dove giunse dopo alcuni mesi di navigazione. Una volta riempita la stiva di merci da riportare in patria, l' Octavius salpò alla volta della Gran Bretagna. Ma, misteriosamente, la nave non raggiunse mai le coste inglesi: si perse in alto mare nel 1762.

È difficile per gli storici determinare se la storia dell'Octavius ​​sia una leggenda o meno, sebbene, vera o no, questa vicenda enfatizza lo spirito avventuroso dell'uomo, il desiderio di scoprire nuove rotte marittime e di sfidare le forze della natura. Ai tempi in cui si svolse la sua storia, nel XVIII secolo, le compagnie di navigazione facevano a gara per trovare la rotta più breve tra l'Atlantico e il Pacifico, in modo da riuscire a migliorare le rotte commerciali tra il Vecchio Continente e la misteriosa Asia.

La storia dell'Octavius, vera o no, sottolinea lo spirito avventuroso dell'uomo, la sua voglia di scoprire nuove rotte marittime e di sfidare le forze della natura

Era l'11 ottobre 1775. L'equipaggio del baleniere groenlandese Herald stava pescando nelle acque dell'Atlantico del nord quando, all'improvviso, e in mezzo a un silenzio mortale, si udì la voce della vedetta gridare: "Nave al fronte e ad ovest!" . Davanti alla baleniera, infatti, e a una decina di chilometri di distanza, si potevano vedere gli alberi di una nave sporgere sopra un iceberg. Quando la baleniera si avvicinò, gli uomini si resero conto che la nave nascosta dietro l'iceberg era una goletta a tre alberi, una visione decisamente insolita in quelle acque. Scrutando l'imbarcazione con il cannocchiale, il capitano Alex Warren si rese conto che le vele della nave erano logore, lo scafo gravemente danneggiato e in coperta non c'erano segni di vita. Ammantato da uno spesso strato di ghiaccio, l' Octavius ​​brillava al sole come se fosse fatto di vetro. L' Herald si avvicinò mentre l'equipaggio chiamava a gran voce i marinai della goletta, senza ottenere in risposta nient'altro che silenzio. I capelli degli uomini della baleniera si rizzarono per il terrore; quello era decisamente un cattivo presagio.

Una goletta appare all'orizzonte: così l'equipaggio della Herald dovette avvistare l'Octavius

Una goletta appare all'orizzonte: così l'equipaggio della Herald dovette avvistare l'Octavius

Un fantasma alla deriva.

Il capitano Warren ordinò al suo equipaggio di gettare in acqua una scialuppa: voleva andare a dare un'occhiata a bordo della goletta e chiese di essere accompagnato da otto volontari. Il suo equipaggio era composto da marinai esperti, ma erano anche uomini superstiziosi. Nessuno di loro rispose alla richiesta del capitano, che dovette scegliere da solo i suoi accompagnatori. Mentre la scialuppa si avvicinava alla goletta, l'equipaggio poté scoprire come si chiamava la misteriosa imbarcazione: Octavius , un nome che non avevano mai sentito. Quando salirono a bordo furono accolti solo dal crepitio del legno, dal sibilo del vento, dal movimento delle vele sfilacciate e gelide e dal timone che strideva muovendosi da una parte all'altra. Non c'era nessuno sul ponte, la nave sembrava abbandonata. Allora, trattenendo il fiato, decisero di scendere sottocoperta.

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Facendosi strada sul il ponte rivestito di ghiaccio, gli uomini si diressero verso le cabine dove fecero una cupa scoperta. Nelle loro cuccette, e coperti da strati di coperte, c'erano ventotto marinai congelati. Il freddo li aveva mantenuti in un perfetto stato di conservazione, come se la morte li avesse colti mentre dormivano. Quando entrarono nella cabina del capitano, lo trovarono seduto su una sedia davanti alla sua scrivania – morto – con una penna in mano come se stesse scrivendo le sue ultime annotazioni sul diario di bordo. Nella stessa cabina c'erano altri tre corpi: una donna sdraiata su una barella, la testa appoggiata sul suo braccio e gli occhi spalancati; un bambino piccolo che abbracciava una bambola di pezza e un uomo con in mano una pietra focaia e una barra di metallo, congelato nel vano tentativo di accendere un fuoco salvatore.

Gli uomini dell'Herald rinvennero il capitano morto nella sua cabina

Gli uomini dell'Herald rinvennero il capitano morto nella sua cabina

La leggenda di ghiaccio.

I marinai della baleniera ne avevano decisamente abbastanza ed esortarono il capitano ad abbandonare l' Octavius il prima possibile. Quest'ultimo però non voleva lasciare la goletta senza una spiegazione di quanto era avvenuto e decise di scendere nella stiva, dove scoprì che non c'era un grammo di cibo. Sorpreso, fece ritorno nella cabina del capitano e ordinò ai suoi uomini di prendere il diario di bordo. Ormai sulla scialuppa, di ritorno verso l' Herald , Warren fissò il relitto dell' Octavius farsi sempre più piccolo contro l'orizzonte.

Una volta al sicuro sulla baleniera, il capitano Warren si rese conto che mancavano tutte le pagine del diario di bordo, eccetto la prima e l'ultima. Perché? Dov'era il resto? Sono state formulate due teorie al riguardo: che il marinaio che trasportò il libro ne lasciò cadere le pagine in mare, o che piuttosto i fogli siano rimasti attaccati al tavolo della cabina a causa del ghiaccio. Ad ogni modo, ciò che raccontava la prima pagina sorprese il capitano della baleniera: l' Octavius ​​aveva lasciato l'Inghilterra alla volta della Cina il 10 settembre 1761. Erano passati quattordici anni.

Un iceberg in un paesaggio artico

Un iceberg in un paesaggio artico

L'ultima pagina del taccuino era datata 11 novembre 1762 e recitava: "Finora siamo rimasti intrappolati nel ghiaccio per 17 giorni. La nostra posizione approssimativa è 160 gradi longitudine Ovest, 75 gradi latitudine Nord. Il fuoco si è spento ieri e il maestro ha cercato di riaccenderlo, ma senza molto successo. Ha dato la pietra a uno dei marinai. Suo figlio è morto questa mattina e sua moglie dice che non sente più il freddo. Il resto di noi non può dire lo stesso".

Ciò che raccontava la prima pagina del diario di bordo sorprese il capitano della baleniera: l' Octavius ​​aveva lasciato l'Inghilterra il 10 settembre 1761, quattordici anni prima

Warren era sbalordito. 160 gradi longitudine Ovest, 75 gradi latitudine Nord. Ciò significava che l' Octavius ​​ era rimasto intrappolato nel ghiaccio nel Mar Glaciale Artico, a nord di Point Barrow, in Alaska, a centinaia di miglia dalla posizione dove lui e i suoi uomini lo avevano ritrovato. L'imbarcazione doveva aver attraversato il leggendario passaggio a Nord Ovest dopo la morte dell'equipaggio. A quanto pare il capitano dell' Octavius ​​aveva deciso di avventurarsi alla ricerca del passaggio piuttosto che seguire la classica rotta che circumnavigava il Sud America. Sfortunatamente, e come molti altri prima di lui, l'unica cosa che trovò fu la morte. Eppure la goletta ​​ aveva apparentemente seguito la rotta tracciata dal suo capitano ormai defunto: per tutto il tempo in cui navigò alla deriva, si spostò lentamente verso est, contro la furia degli elementi, fino a raggiungere l'Atlantico del nord.

Fu solo nel 1906, centotrentasei anni dopo il ritrovamento della goletta fantasma, che un'altra nave, la Gjoa , comandata dall'esploratore norvegese Roald Amundsen, sarebbe riuscita ad attraversare il mitico passaggio a Nord Ovest. Per quanto riguarda l' Octavius , fino ad oggi nessuno è stato in grado di provare l'autenticità della sua storia, o se si tratti piuttosto di una leggenda, l'ennesima sulle navi fantasma, raccontata a mezza voce dai marinai per ravvivare le infinite notti di guardia.

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CUENEWS Marine » Storia Navale » Navi fantasma: 5 storie di paura e mistero

Navi fantasma: 5 storie di paura e mistero

Il mare è pieno di misteri e leggende spesso spaventose. dalle navi fantasma a persone scomparse, il mare sa essere fonte di terrore..

Il mare è pieno di misteri, avvenimenti e leggende di spaventose navi fantasma. Molte vicende sono state tramandate, altre hanno ispirato celebri romanzi, film e canzoni. Leggerai in questo articolo le 5 storie più spaventose storie dal team di MarineCue.

La mummia del mare: il corpo ritrovato nel 2016

Il tedesco Manfred Fritz Bajorat, da Twistende, Nord Reno-Westfalia, si perde all’età di 59 anni. Il navigatore solitario scompare nel 2005 mentre era in viaggio a bordo del suo Jeanneau Sun Magic yacht di 13 metri. La polizia del distretto di Barobo, nelle Filippine, dà la notizia del ritrovamento solo il 26 febbraio 2016. Alcuni pescatori trovano l’imbarcazione a circa 100 metri dalla costa filippina, descrivendo la spaventosa scoperta con toni inquietanti. L’imbarcazione e ciò che era a bordo tanto ricordava le spaventose navi fantasma.

La barca non presentava danni né traccia di manomissioni, eppure il corpo senza vita di Fritz giaceva sul tavolo accanto alla radio. Secondo i medici è stato probabilmente un attacco di cuore a stroncare la vita del povero Fritz ma molte cose non tornano. La foto del defunto diventa virale e tutti sono d’accordo nel considerarlo una vera e propria mummia dei mari!

Il corpo di Fritz non ha subito danni dalla salsedine, dall’umidità o da uccelli marini e nonostante siano passati anni dal suo ritrovamento, non ci sono evidenti segni di putrefazione diversamente da come ci si attenderebbe.

Molti dubbi sulla vicenda

In Germania molti sottolineano il frequente ritrovamento di cadaveri intatti nei mari freddi conservati per le basse temperature, sollevando altri dubbi sul mistero. Gli amici di Fritz lo descrivono come un lupo di mare che odia il freddo: un capitano che dunque mai avrebbe navigato nei mari gelidi. Come si è conservato allora il suo corpo?

Degli oggetti a bordo manca il portafoglio ma tutto il resto è al suo posto. Perché il portafoglio è scomparso mentre tutti gli altri oggetti di valore sono sulla barca? Che ci fosse un’altra persona a bordo? Secondo gli inquirenti è da escludersi nonostante le cose non tornino. La polizia delle filippine ammette di non riuscire a spiegare il mistero e porre fine a terrificanti congetture:

Non ci sono prove di una seconda persona salita a bordo oltre la vittima: il caso Bajorat è un’enigma per noi.

Preferiamo non pubblicare la foto del defunto nonostante abbia già fatto il giro del mondo ma consigliamo ai più sensibili di non cercarla su internet.

Navi fantasma: Carroll A. Deering

Navi fantasma

Tra le navi fantasma troviamo la Carroll A. Deering. Il 31 gennaio del 1921 una nave si incaglia nelle Diamond Shials, North Carolina. I soccorsi raggiunsero la nave solo il 4 febbraio a causa delle pessime condizioni metereologiche e la trovarono deserta. Gli unici a bordo erano due gatti: dell’equipaggio non si trovò traccia. Anche il carico non c’era più e tutto ciò risultò da subito un mistero.

La Deering partì dalla Virginia il 22 agosto 1920 per raggiungere Rio de Janeiro colma di carbone. Prima della partenza, sia il capitano William H. Merritt, che il figlio, nonché primo ufficiale Sewall, si ammalarono. Non fu semplice trovare i sostituti ma alla fine gli incarichi passarono a W. B. Wormell, nel ruolo di capitano e Charles B. McLellan, nella funzione di primo ufficiale.

Secondo alcuni, durante una sosta dal viaggio il capitano Wormell incontrò un vecchio amico che gli suggerì di non fidarsi dell’equipaggio ad eccezione di Herbert Bates. Il 28 gennaio il guardiano del faro Jacobson di Cape Lookout fu l’ultimo ad osservare la Deering. Jacobson riportò varie stranezze che notò a bordo e riferì che un marinaio dai capelli rossi lo avvertì del fatto che la nave viaggiasse priva dell’ancora. Il 31 gennaio la nave si incaglia e l’11 aprile del 1921, sulla spiaggia del North Carolina, viene recuperata una bottiglia con il seguente messaggio:

Deering catturata. Hanno preso tutto e ammanettato l’equipaggio. Equipaggio nascosto in tutta la nave. Nessuna possibilità di fuga. Avvertire la compagnia Deering.

Il mistero irrisolto

Ci sono più ipotesi ma la mancanza di prove lascia una densa nuvola di mistero attorno alla nave. Alcuni sostengono che la nave sia stata colpita da un uragano; secondo altri fu vittima di pirateria. Non sono da escludersi nemmeno le ipotesi di ammutinamento o di traffici illeciti. Ad ogni modo la nave non ha danni riconducibili ad uragani; non sono stati trovati pirati attivi nella zona ed appare impossibile che tanti marinai siano riusciti a fuggire inosservati. Una nave usata per il contrabbando non viene così abbandonata e di certo solleva dubbi il messaggio ritrovato come la totale scomparsa del carico. Analizzando il messaggio si è scoperto che questo provenisse dal Brasile e ci sono pochi dubbi sul fatto che l’abbia scritto proprio Herbert Bates. Un vero e proprio mistero irrisolto che fa della Deering una delle tante navi fantasma.

Navi fantasma: Octavius

La leggenda della Octavius risale al XVIII secolo ed è a giusta ragione una tra le più terrificanti storie sulle navi fantasma. La sua è una famosissima leggenda nei paesi anglosassoni ma poco conosciuta in Italia. Il giorno 11 ottobre del 1775 il capitano della baleniera Herald trovò la nave Octavius con l’equipaggio completamente congelato. Il diario di bordo, anch’esso congelato, presenta l’ultima annotazione il giorno 11 novembre 1762: la nave ha navigato fra i ghiacci 13 anni!

Misterioso è il fatto che tutti i cadaveri congelati tenevano una penna tra le dita; tutti tranne una donna, un marinaio ed un ragazzo che invece stringono una scatola per la polvere. La Octavius lasciò l’Inghilterra per giungere in Cina: nel viaggio di ritorno qualcosa ha impedito al capitano di tornare a casa. L’ultima posizione registrata posiziona la nave in Alaska ma il ritrovamento avviene in Groenlandia. Difficilmente un mercatile a quell’epoca avrebbe tentato il Passaggio a Nord Ovest , forse la Octavius si è solo spinta troppo a Nord rimanendo intrappolata tra i ghiacci.

Dopo aver recuperato il diario di bordo e stabilita la morte per assideramento, la Herald abbandonò la Octavius così come l’aveva trovata. I balenieri erano infatti atterriti da quanto avevano visto: leggende di navi fantasma, mostri marini e credenze varie alimentarono la paura. Il capitano richiamò gli uomini a bordo e di certo loro non se lo fecero ripetere una seconda volta. Si tentò in seguito di condurre altre indagini ma… la Octavius non c’era più! La nave probabilmente ha continuato a navigare nei mari gelidi con a bordo cadaveri congelati.

Navi fantasma: The Flying Dutchman

Navi fantasma

Tra le navi fantasma la più celebre è forse l’Olandese Volante. Ai giorni nostri è sicuramente conosciuta nella versione presentata dalla serie di film “Pirati dei Caraibi” con protagonista l’affascinante Johnny Depp nei panni di Jack Sparrow. La nave del film non è però quella della tradizione e sicuramente il capitano Davy Jones ed i suoi tentacoli sono lontanissimi dal capitano Hendrick Van der Decken della leggenda. Il capitano olandese si trova a corto coi tempi e per velocizzare il suo viaggio di ritorno in Olanda decide di attraversare una tempesta.

L’equipaggio tenta in tutti i modi di cambiare rotta ma il capitano non accetta ammutinamenti, arrivando persino ad uccidere uno dei suoi uomini. Con tono arrogante giura di completare il suo viaggio, sfidando la natura e l’Onnipotente. Secondo la leggenda un angelo scese sulla nave e condannò il capitano e la sua ciurma a navigare in eterno senza mai approdare.

Dalla seconda metà del XVII secolo i marinai sostengono di aver visto la nave fantasma apparire e scomparire oltre l’orizzonte. Secondo la comunità scientifica è probabilmente un miraggio eppure, tale miraggio, è enormemente documentato. Avvistamenti, racconti, romanzi e musiche parlano del veliero fantasma come vero. Che fosse o meno un miraggio, è certo che coloro che l’hanno visto lo descrivono tutti nello stesso modo.

Se vuoi saperne di più, sulle altre versioni e sul parere scientifico, non perderti il nostro articolo a riguardo: Olandese volante: la leggenda del veliero fantasma

Nave fantasma o sfortunata? Mary Celeste

Quella della Mary Celeste è una storia che va nell’elenco delle navi sfortunate tanto quanto in quello delle navi fantasma. La nave fu varata in Nuova Scozia nel 1861 con il nome di Amazon, prese poi il nome di Mary Celeste nel 1869. Il brigantino fu subito oggetto di dicerie in quanto vittima di molti eventi sfortunati: scontri con altre navi, incendi improvvisi e la morte dei tre capitani non sfuggono alle superstizioni che sempre accompagnano i marinai. Nel dicembre del 1872, il brigantino americano viene avvistato dal capitano David Morehouse al largo delle Azzorre navigare senza equipaggio.

Le vele sono in gran parte squarciate ed il ponte pieno d’acqua, così come le stive allagate di almeno un metro. Il mistero comincia a rivelarsi tale quando durante l’ispezione emerge che la cambusa è ricca di cibo, non ci sono tracce di sangue a bordo e gli oggetti di valore sono ancora presenti. Si escludono dunque efferati omicidi, attacchi di pirati o la morte per fame. Cosa davvero inquietante è che nonostante tutto il carico è intatto, mancano alcuni strumenti di navigazione come la scialuppa di salvataggio, mentre il diario del capitano fu aggiornato l’ultima volta il 25 novembre! La nota riporta che i marinai hanno avvistato terra ma nulla si sa dei successivi giorni.

Il caso della Mary Celeste

Durò 3 mesi l’inchiesta americana e britannica che intendeva far luce sul mistero. Molte furono le successive ispezioni a bordo e sott’acqua dei migliori sommozzatori: nulla emerse dalle ricerche. Su questo mistero ci sono diverse teorie e molte partorite da leggende e credenze. Escludendo l’azione di mostri marini ed eventi soprannaturali, le ipotesi più seguite parlano di ammutinamenti, omicidi premeditati, truffe assicurative finite male, uragani e maremoti.

C’è anche un bizzarro caso di fake news: Abel Fosdyk racconta di essere stato un clandestino e di aver osservato morire l’equipaggio a seguito di un attacco da parte di squali. Molte incongruenze, tra cui l’inesistenza stessa di un personaggio chiamato Abel Fosdyk, bollano la notizia come falsa: fake news d’altri tempi per sciacallare sulle disgrazie altrui.

La teoria maggiormente accreditata è quella secondo cui l’equipaggio si allarmò per la combustione dei vapori dell’alcol trasportato. Temendo l’esplosione, l’equipaggio abbandonò la nave a bordo della scialuppa: contando di recuperare la nave a breve una volta passato il pericolo, legarono la piccola barca alla Mary Celeste con una fune. La distrazione di lasciare le vele spiegate fu fatale: una tempesta portò via la nave e la forza di trazione spezzò la corda lasciando così i marinai nell’oceano privi di rifornimento.

La teoria è confermata dal fatto che una successiva ispezione rilevò nove barili vuoti. Nel 2005 lo storico tedesco Eigel Wiese creò un modello della Mary Celeste con gli scienziati dell’Università di Londra e dimostrò la teoria ricreando le condizioni dell’esplosione. Un piccolo incendio bastò a spaventare gli uomini senza però lasciare danni all’interno della nave.

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Studente magistrale di Ingegneria Navale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Scrivo articoli inerenti allo scenario marittimo e cantieristico internazionale con maggiore attenzione verso tematiche ambientali e militari.

FONTI VERIFICATE

  • Ilfattoquotidiano – La mummia del mare, ritrovato il corpo del navigatore solitario tedesco scomparso nel 2005
  • medium.com – Ghost Ship of Diamond Shoals: The Carroll A. Deering
  • thevintagenews.com – The mystery of the Octavius: An 18th-century ghost ship was discovered with the captain’s body found frozen at his desk, still holding his pen
  • historycollection.com – The Truth Behind the Legends of the Flying Dutchman
  • ilgiornale.it – Il mistero della Mary Celeste: la prima nave fantasma

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Storia Che Passione

Baychimo, la nave fantasma che navigò per 38 anni senza equipaggio

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Sentire parlare di nave fantasma forse allontana un po’ la mente dalla realtà. A dire il vero la storia di oggi è incredibilmente reale e riguarda la nave Baychimo. La nostra protagonista venne costruita in Svezia, nel lontano 1914, con un sistema di alimentazione del motore a vapore, e con il modico peso di 1300 tonnellate.

nave baychimo fantasma

La società tedesca proprietaria della nave la usava per commerciale pelli pregiate con gli Inuit dell’Alaska e lungo le coste della Victoria Island, vicino al Canada. Questo almeno fino alla fine della Prima Guerra Mondiale. In seguito alle pesanti sanzioni imposte alla Germania sconfitta, anche la nave cambiò gestione. La nuova proprietaria era una compagnia inglese.

Lo scopo della nave non mutò, rimase dedita al commercio in acque gelide. E fu proprio nel freddo delle acque canadesi che inizia la storia nefasta della Baychimo . Rimase infatti intrappolata nei ghiacci, mettendo a dura prova l’equipaggio.

nave foto ghiaccio

Gli uomini a bordò della nave trovarono rifugio nella vicina città di Barrow. Quando i ghiacci si sciolsero, liberando la nave, vi tornarono a bordo. Ma le sfortunate vicende della nave non erano finite lì. A distanza di poco tempo successe la stessa identica cosa. Questa volta la società proprietaria mandò dei soccorsi per via aerea. I membri dell’equipaggio furono tratti in salvo, ed altri 15 uomini vissero in un rifugio di legno li vicino, in attesa che le temperature liberassero di nuovo la nave.

Nel novembre del 1931 però accadde l’esatto contrario di quello che ci si aspettava. Anziché liberare la nave con il calore, il meteo regalò una fortissima bufera di neve : la nave scomparve nel nulla! Un Inuit pochi giorni dopo avvisò il comandante della spedizione di recupero dell’avvistamento dell’imbarcazione 70 km più a sud. Si recuperarono quante più pelli possibili e si abbandonò la nave a se stessa.

nave immagine intrappolata

Fino al 1969 continuarono sporadici avvistamenti della Baychimo, sempre in punti diversi, come se condotta da un misterioso capitano fantasma . Tuttavia dopo quella data nessuno la vide più. Magari giace in pace sul fondale dei freddi mari del nord. Magari il capitano fantasma l’ha condotta lontana. Decidete voi se essere fantasiosi o realisti.

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Nave fantasma a Koh Chang: prima crociera poi hotel ora…

A Koh Chang c’è una nave considerata nave fantasma che, nata come mezzo per crociere, è diventata poi un albergo e adesso si pone a metà strada tra l’attrazione turistica e il pericolo ambientale

nave fantasma da vedere in asia

Visitare la Thailandia permette di toccare con mano ambienti naturali straordinari. Ma una delle più strane attrazioni del posto, soprattutto per chi si reca nella zona di Koh Chang, è la cosiddetta nave fantasma. Una gigantesca nave da crociera con un passato glorioso alle spalle ma che adesso si sta lentamente disintegrando dopo che, portata sulla terra ferma, è stata utilizzata come albergo per poi essere del tutto abbandonata.

Sono moltissimi per esempio i viaggiatori e gli youtuber che si recano nella zona di Koh Chang proprio per cercare di chiarire il mistero di questa gigantesca struttura umana che un tempo era conosciuta come The Galaxy e che è stata al centro di un piano per un resort faraonico. Un piano che si è però a quanto pare arenato.

La nave fantasma di Koh Chang, un mistero con sette ponti

Quale fosse il luogo originario della Galaxy nessuno sembra saperlo. Ma questa nave di cui spesso i turisti vogliono vedere l’interno ma che invece gli abitanti della zona di Koh Chang preferiscono dimenticare è di certo uno dei misteri della Thailandia. Cominciata la sua vita come effettiva nave da crociera, la Galaxy è poi stata portata sull’isola di Koh Chang per entrare a far parte di un immenso resort a tema marinaro . La struttura, ora fatiscente e pericolosa che però a quanto pare può comunque essere esplorata pagando il personale di guardia, è infatti circondata da altre strutture più piccole anch’esse a forma di barca.

albergo nave fantasma in thailandia

Di certo, anche semplicemente vista da fuori, questa nave fantasma sembra il set cinematografico ideale per un nuovo episodio di Final Destination o per creare nuovi incubi in chi non apprezza i viaggi per mare. Provando a chiedere agli abitanti dell’isola di Koh Chang informazioni sulla nave fantasma, molto spesso si viene guardati con sospetto perché a quanto pare più di qualcuno ha deciso di utilizzare il ponte più alto della Galaxy come trampolino per l’ultimo viaggio. Di certo non qualcosa che si vorrebbe sapere di un albergo.

Quali i rischi ambientali?

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La Leggenda della nave fantasma Octavius

L'octavius, la leggendaria nave fantasma, rimase probabilmente incagliata nei ghiacci artici, non riuscendo ad attraversare il celebre passaggio a nord-ovest.

Mysteria

L’Octavius è diventata una leggendaria nave fantasma perché scomparve nell’estate del 1762 e fu avvistata solo l’11 ottobre 1775: forse restò incagliata tra i ghiacci artici.

L’Octavius, la leggendaria nave fantasma, rimase probabilmente incagliata nei ghiacci artici, non riuscendo ad attraversare il celebre passaggio a Nord-Ovest, la rotta che – attraverso lo stretto di Bering, le frastagliate coste del Nord America e quelle meridionali della Groenlandia – collega l’oceano Pacifico con l’Atlantico. Di ritorno dalla Cina e diretta a Londra, la goletta scomparve nell’estate del 1762 e non se ne ebbero più notizie fino all’11 ottobre 1775.

Quel giorno il capitano Warren, al timone della baleniera groenlandese Herald , avvistò una nave a tre alberi nei mari del Nord, con le vele logore e lo scafo danneggiato: era l’Octavius. I suoi racconti parlano di 28 marinai assiderati nelle loro cuccette e di altre quattro persone trovate congelate.

Tra queste, il capitano, ritrovato con la penna ancora in mano intento ad aggiornare il diario di bordo. Dall’ultima pagina, datata 11 novembre 1762, si apprende che la nave restò 17 giorni intrappolata nei ghiacci a circa 2mila miglia dal punto del presunto ritrovamento.

Nonostante si tratti di una delle tante leggende del mare, si tratta di una vicenda abbastanza affascinante.

Secondo molti, la Octavius lasciò l’Inghilterra per la Cina nell’Ottobre del 1761. L’equipaggio raggiunse con successo l’estremo Oriente, ma poi il capitano decise di tentare di tornare in patria attraverso il leggendario passaggio a Nord-Ovest, una rotta a quell’epoca sconosciuta, che sarebbe stata portata a termine per la prima volta soltanto nel 1906 dall’esploratore Roald Amundsen .

L’ultima posizione registrata della nave fu 75°N, 160°O, a circa 250 miglia a nord di Barrow, in Alaska. La Herald avvistò la Octavius in Groenlandia, questo significa che la nave in qualche modo era riuscita nella traversata del Passaggio a Nord-Ovest.

I cinque marinai che salirono sulla Octavius tornarono a bordo della Herald, abbandonando alla deriva i cadaveri e la nave fantasma. Da allora, della Octavius non esistono altre notizie.

Il viaggio sarebbe stato più breve, ma il ghiaccio avrebbe certamente intrappolato la nave, quindi è improbabile che un capitano possa aver pensato di attraversare il passaggio a Nord-Ovest con un mercantile del XVIII secolo, ma è probabile che all’epoca, le navi si spingessero troppo a nord e rimanessero intrappolate fra i ghiacci, diventando preda degli elementi.

Ci sono molte storie che raccontano di navi fantasma, infatti alcuni particolari della Octavius si possono ritrovare in un racconto del 1905 – un anno precedente del primo Passaggio a Nord-Ovest – scritto da David Meyer . La prima versione della storia ripresa da Meyer era datata 13 Dicembre 1828, pubblicata su un giornale di Philadelphia “ The Ariel: A Literary and Critical Gazette “. Tuttavia, in quella prima versione il passaggio a Nord-Ovest non era menzionato, quindi sembra essere un particolare aggiunto soltanto in seguito.

Nessuno è stato in grado di verificare se la storia dell’Octavius sia vera o se sia solo una delle tante leggende sulle navi fantasma. I marinai esperti spesso raccontano leggende come questa per ravvivare le notti interminabili durante i loro viaggi.

Potrebbe sembrare una storia bizzarra, ma nel 2016 Manfred Fritz Bajorat , in navigazione solitaria con la sua barca a vela, fu trovato mummificato in prossimità dell’ultima posizione descritta nel diario di bordo del Capitano della Octavius.

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La scialuppa fantasma dell’isola Bouvet

Cronaca nera: il delitto di avetrana.

Ogni persona è un enigma. È un puzzle non solo per se stesso, ma anche per tutti gli altri, e il grande mistero del nostro tempo è il modo in cui decifrare questo puzzle.

Delitto di Avetrana

La storia della famiglia Perron: The Conjuring Story

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La Nave Fantasma, il film horror degli anni 2000 potrebbe meritare un reboot?

Ce lo ricordiamo tutti il film Nave Fantasma, vero? Uno dei film horror più in voga degli anni 2000, con la regia di Steve Beck. Molto spesso nell’immaginario dei millennial ritornano scene in particolare di questo film e molti si sono chiesti, ma la ragazzina, Katie, quale destino ha avuto? Potrebbe meritarsi un reboot?

Nave Fantasma: potrebbe meritare un reboot il film horror degli anni 2000?

nave fantasma che significa

Anche se Nave Fantasma termina con una nota conclusiva, lascia un alone di mistero intorno al destino di Katie, lasciando il pubblico curioso di sapere cosa potrebbe esserle successo. Per quanto riguarda le valutazioni della critica e i numeri del botteghino, Nave fantasma potrebbe non essere tra i migliori film horror che hanno raggiunto i grandi schermi. Ma l’inquietante scena d’apertura di Ghost Ship attira immediatamente gli spettatori shockandoli rendendolo uno dei film più memorabili di tanti altri film horror.

L’impatto del gancio iniziale diminuisce gradualmente man mano che il film procede e naviga in un territorio horror familiare. Tuttavia, nonostante la conformità ai cliché dell’horror, Nave Fantasma continua a trovare nuovi modi per tenere il pubblico incollato per tutta la sua durata, rendendolo probabilmente un film horror degli anni 2000 sottovalutato che merita un reboot. Tutte le domande sulla trama del film sono legate alla morte e allo scopo di un personaggio della Nave Fantasma: Katie.

La morte di Katie e il suo ruolo di fantasma in Nave Fantasma

La scena iniziale che è rimasta nell’immaginario di tutti mostra come la maggior parte dei passeggeri della nave sia morta quando un filo metallico ha attraversato la pista da ballo della nave e ha tagliato in due tutti i passeggeri e l’equipaggio presenti nel locale. Katie fu l’unica a sopravvivere all’incidente perché era più bassa dell’altezza del filo. Purtroppo, nonostante i sopravvissuti sulla nave abbiano cercato di aiutarla, è stata poi impiccata a morte a una porta divisoria. L’attacco alla nave è stato pianificato da Jack Ferriman, uno spirito demoniaco che cattura le anime di tutti i passeggeri e dell’equipaggio morti. A differenza degli altri passeggeri e dell’equipaggio che rimangono sotto l’influenza malvagia di Ferriman, l’anima di Katie rimane pura perché è una bambina.

Per questo motivo, cerca di aiutare gli ignari visitatori, come Epps e il suo equipaggio, che cadono nelle trappole di Ferriman e arrivano sulla nave. Sebbene anche l’anima di Katie sia intrappolata sulla nave come le altre, cerca innocentemente di salvare i nuovi visitatori lasciando loro indizi su ciò che potrebbe accadere loro. Nel corso della Nave fantasma, Epps è l’unica a prestare attenzione ai suggerimenti di Katie, prima di capire che lei vuole farli fuggire prima che sia troppo tardi. Epps perde quasi tutto il suo equipaggio e riesce a malapena a lasciare la struttura. Tuttavia, con l’aiuto di Katie, riesce a liberarsi dall’ira di Ferriman e a fuggire.

Nella scena finale di Nave fantasma, Epps capisce che Ferriman li ha attirati sulla nave perché voleva che la riparassero e la salvassero dall’affondamento. Per questo motivo, prima di lasciare la nave, pianta degli esplosivi sul suo ponte, sperando che distruggendo la nave possa finalmente liberare le sue anime intrappolate. Come previsto, quando gli esplosivi esplodono, tutte le anime innocenti ingabbiate nella nave salgono in cielo. Anche Katie realizza il suo proposito di salvare qualcuno da Ferriman e sale in cielo nella scena conclusiva della Nave fantasma, ottenendo finalmente la pace eterna che merita.

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Fantasma di nave! (Nave fantasma, 2002)

Doppiaggi italioti

L’italiano stentato della Nave fantasma

Perché me la prendo tanto? Beh, dovendo scrivere alcune frasi in italiano, che almeno chiedessero a qualcuno che l’italiano lo sa per davvero, così da evitare obbrobri come “ CABINA DI CAPITANO ” invece di “cabina del capitano”; una donna che viaggia da sola è descritta nella lista passeggeri come “ VIAGGENDO SOLO ” (invece che “viaggi a ndo sol a ” due parole due errori!), suppongo traduzione diretta di “travelling alone”. In italiano al massimo sarebbe stato “viaggia sola” o “viaggia da sola”.

scritta sul registro di bordo che legge "viaggendo solo", dal film Nave fantasma

Anche “ogni notte” non è poi così corretto. “Ogni sera”, “tutte le sere” avrebbe più senso nel manifesto di uno spettacolo canoro.

Altre frasi poi sono completamente incomprensibili: su di una foto compare la scritta “ Cuore (?) della scatole de caricamento ” e su di una cartolina (credo di un telegramma) nello spazio per il timbro c’è scritto “ Puntello da spedire ” (puntello???) e sempre nello stesso documento, in alto, appare la dicitura “ NAVE PER PUNTELLO ” (la mia mente ritorna subito a Carlo Verdone in Un sacco bello che diceva “ Ostello! No Otello! “). Il più “bello” di tutti però è un meccanismo con leva che riporta due livelli “ PIGRO ” e “ MASSIMO ” (quei cretini hanno tradotto “idle” come “pigro” invece che “fermo” o “inattivo”).

Scena della leva che va da pigro a massimo

Da pigro a massimo!

carte tradotte male nel film Nave fantasma

Puntello da spedire

Mappa della nave con altre traduzioni sbagliate

Mappe illeggibili.

Infine… BEWARE OF POISON diventa “ VELENO DI ATTENZIONE ” seguito da “RESISTENZA DI INDUSTRIAL” .

Tanica di veleno per topi con insegne tradotte male

Veleno di attenzione!

L’unico veleno qui è la traduzione, affidata evidentemente a qualche minus habens con un dizionario in mano e che di italiano non sapeva assolutamente niente. Per quanto basso fosse il budget di questo film trovo impensabile che non si potessero permettere di far tradurre quattro cavolate da un traduttore serio. Ma anche un non professionista avrebbe fatto un lavoro migliore per pochi dollari, probabilmente anche gratis! Il “pigro” è imperdonabile… poi così evidente. Soltanto pochi dollari, questo sarebbe stato il misero costo da pagare per risparmiarsi la derisione da parte di un’intera nazione (la nostra).

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Docente e blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film.

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10 commenti.

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utente anonimo

ROTFL ! Anch'io l'ho visto al cinema, e a mia moglie hanno recentemente regalato il DVD ! Non sarebbe un brutto film, se non fosse per quelle dannate scritte…

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Il film non era male, ma che errori assurdi però!!! Quanto costava un traduttore esperto? Che idea hanno negli Stati Uniti della nostra lingua? http://www.youtube.com/watch?v=kQA07B0X6jU

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Raffaele Tropea

“Cuore (?)” Credo sia una traduzione da “Core”, che in genere viene usato in USA per identificare la parte centrale, il nucleo elaborativo (il cuore, per l’appunto) di un computer (ma anche il nucleo terrestre). Un po’ come tradurre la frase latina “Vitelli dei Romani sono belli” come “Le mucche latine sono in salute”.

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Anche io avevo ponderato se fosse “Core” in origine ma in questo caso l’unica parola italiana che avrebbe davvero senso nel contesto di quella descrizione è “contenuto” che certo non può originare da “Core”. Chissà che dizionario hanno usato, se ne hanno usato uno.

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Napoleone Wilson

ho visto di recente questo film, che bello trovare tutti questi orrori di traduzione! io ne avevo notati solo un paio! Mi permetto di aggiungere il nome della nave alla lista: Antonia Graza, un cognome inesistente in italiano. Sembra un cognome italiano storpiato dagli americani che non capiscono come è scritto, alla Holly Gennero.

Mi sa proprio di sì, il nome della nave doveva fare il verso all’Andrea Doria ovviamente. Almeno non è diventato Antonia Garza o Antonia Grazie. In mano a quella gente lì non era neanche una remota possibilità.

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Luigi De Conti (@cirubit)

Tra l’altro la cantante italiana è interpretata da Francesca Rettondini: possibile che durante la sua presenza sul set non le sia mai capitato di leggere almeno un paio di codesti strafalcioni e non abbia detto nulla?

Ahah, è un’ottima domanda! Posso supporre che non si sia messa a guardare i vari oggetti di scena, però la domanda mi tormenterà a lungo. L’ho cercata su Twitter ma non mi pare abbia un account, altrimenti glielo chiedevo subito. 😀 Ciao Luigi!

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Come nel Porco Rosso di Miyazaki, dove c’è la scritta ” non si fo credito”

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Il leader dei ribelli costretto a vivere come un fantasma. Venera Nasrallah ed è "resuscitato"

Già dato per morto nel 2009, è sempre sopravvissuto a tutto grazie a rigide misure di sicurezza. Veste tradizionale, barba curata e pugnale ricurvo infilato nella cintola

Avatar di Fausto Biloslavo

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Il leader dei ribelli costretto a vivere come un fantasma. Venera Nasrallah ed è "resuscitato"

Abdul-Malik, il più giovane fra gli otto fratelli della storica famiglia al Houthi, è il capo indiscusso e carismatico dei giannizzeri sciiti nello Yemen. Dopo la prima ondata di raid alleati è apparso in tv annunciando che «la rappresaglia sarà più grande dell'attacco». Classe 1979, barbetta ben curata, vestito tradizionale, il leader Houthi si presenta sempre in maniera impeccabile con tanto di janbya, il pugnale ricurvo yemenita, infilato nella cintola. La lama ricorda il sangue e l'impugnatura, in corno di rinoceronte, la virilità.

Dopo l'annuncio in televisione sono partiti altri missili verso il Mar Rosso e la flotta americana ha lanciato un ulteriore raid su postazioni radar e una base militare a Sana'a, la capitale. In seguito sarebbe stata colpita una base navale nel porto di Al-Hudaydah, lo strategico sbocco sul mar Rosso controllato dagli sciiti e attaccato anche nella prima ondata di raid.

Gli Houthi sono abituati da anni di sanguinosa guerra civile ai bombardamenti pesanti, soprattutto dei sauditi, mai riusciti a piegare i ribelli sciiti. Il loro portavoce, Mohammed Abdulsalam, ha detto che i raid «non hanno alcun impatto significativo sulle capacità del gruppo». E ha ribadito che continueranno «gli attacchi alle navi affiliate a Israele nel Mar Rosso e Arabico».

Il generale americano Douglas Sims, direttore delle operazioni dello Stato maggiore congiunto, ha ammesso che «ci aspettiamo una sorta di ritorsione. Spero che non lo facciano, ma siamo pronti».

Abdul-Malik al Houthi è lo stratega del braccio di ferro nel Mar Rosso. Al momento considera «punzecchiature» i missili Tomawak lanciati dagli Usa e dalla Gran Bretagna. E punta a trasformarle in «medaglie» per aumentare ancora di più la già ampia notorietà e visibilità conquistata da quando ha, di fatto, dichiarato guerra a Israele e terrorizzato il traffico commerciale attraverso il canale di Suez.

La famiglia fa storicamente parte della setta sciita degli Zaidi, che ha la sua roccaforte a Saada, nel nord del paese, dove è nato il futuro capopopolo. Il giovane Houthi, nome di battaglia Abu Jibril, ha raccolto il testimone dal fratello Hussein, fondatore del movimento sciita, ucciso nel 2004 dalle forze governative del presidente Ali Abdullah Saleh. Una decina di anni dopo Abdul-Malik prendeva il controllo della capitale destituendo il presidente e chiudendo il Parlamento. Al suo posto si è instaurato il Comitato supremo rivoluzionario.

Il partito degli sciiti è Ansar Allah, i partigiani di Dio, ma per il controllo del potere Abdul-Malik si è affidato, in via familiare, a due fratelli, Yahia e Abdul-Karim.

Nel 2009 il leader era stato dato per morto sotto un bombardamento e anche dopo hanno cercato di farlo fuori, ma è sempre scampato ad una fine prematura. Per sopravvivere ha adottato rigide misure di sicurezza, che lo rendono un «fantasma», simili a quelle che stanno tenendo in vita Hassan Nasrallah, il capo di Hezbollah. Il capo Houthi lo venera e con lui condivide il forte appoggio alla causa palestinese. Non a caso i giannizzeri di Teheran nello Yemen vengono chiamati «Hezbollah B».

  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato , domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00 .

Spiacenti, devi abilitare javascript per poter procedere.

nave fantasma che significa

nave fantasma che significa

Significato di "fantasma" sul dizionario di italiano

Pronuncia di fantasma, categoria grammaticale di fantasma, che significa fantasma in italiano.

fantasma

definizione di fantasma nel dizionario italiano

La prima definizione di fantasma nel dizionario è immagine creata dalla mente, priva di corrispondenza con la realtà. Altra definizione di fantasma è ombra di un defunto, spettro evocato dalla fantasia allucinata: un castello pieno di fantasmi; credere, non credere ai fantasmi. Fantasma è anche persona molto magra, pallida, smunta: essere, parere un f.

PAROLE CHE FANNO RIMA CON FANTASMA

Parole che cominciano come fantasma, parole che finiscono come fantasma, sinonimi e antonimi di fantasma sul dizionario italiano di sinonimi, sinonimi di «fantasma», antonimi di «fantasma», parole associate con «fantasma», traduzione di fantasma in 25 lingue.

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TRADUZIONE DI FANTASMA

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Scopri il cast di Nave Fantasma, il nuovo film horror adrenalinico!

nave fantasma che significa

Il cast di Nave Fantasma è una delle parti più interessanti di questo film che ha appassionato milioni di spettatori in tutto il mondo. Il regista, il noto horrorista Steve Beck, ha scelto accuratamente ogni attore per creare un’atmosfera sinistra e spettrale fino alla fine della pellicola. Il cast è composto da nomi di fama internazionale come Gabriel Byrne, Julianna Margulies e Ron Eldard, che con le loro performance convincenti danno vita ai personaggi in questo intrico di misteri e tenebre. In questo articolo, esploreremo la scelta dei personaggi e ci addentreremo nel loro ruolo nella trama del film.

  • Il cast di Nave Fantasma include attori di talento come Gabriel Byrne, Julianna Margulies, Ron Eldard e Isaiah Washington.
  • Il personaggio principale interpretato da Gabriel Byrne è il capitano della nave fantasma Antonia Graza, che cerca di scoprire la verità dietro la maledizione della nave e della sua ciurma.
  • Julianna Margulies interpreta la giornalista Maureen Epps, che si unisce alla ciurma del Graza in cerca di una storia da riportare sulla nave fantasma.
  • Ron Eldard e Isaiah Washington interpretano due dei marinai della nave, che diventano importanti protagonisti nelle vicende della maledizione della nave fantasma.
  • 1) Maggiore varietà dei personaggi: a differenza del cast di Nave Fantasma, che era costituito principalmente da membri dell’equipaggio della nave, Nave Fantasma 2 presenta una gamma più ampia di personaggi, incluso un gruppo di passeggeri variegati, ciascuno con le proprie motivazioni e personalità uniche.
  • 2) Effetti speciali migliorati: grazie ai progressi nella tecnologia degli effetti speciali, Nave Fantasma 2 offre una migliore resa visiva dei mostri e delle minacce a bordo della nave rispetto al suo predecessore. I mostri appaiono più realistici e impressionanti, offrendo un’esperienza più emozionante e coinvolgente per il pubblico.
  • 1) La trama del film può risultare poco originale e prevedibile, poiché si tratta di una trama già vista in molte pellicole del genere horror/soprannaturale ambientate in mare aperto. Questo potrebbe ridurre l’interesse del pubblico nei confronti del film.
  • 2) La recitazione degli attori potrebbe non essere all’altezza delle aspettative, compromettendo l’immersione del pubblico nella storia e la credibilità dei personaggi. Questo potrebbe comportare una scarsa valutazione del film da parte della critica e del pubblico.

Quali sono gli attori che interpretano i protagonisti nel cast del film Nave Fantasma?

Il film Nave Fantasma, uscito nel 2002, presenta un cast di attori altamente talentuosi. Il protagonista, interpretato da Gabriel Byrne, è un capitano di nave che viene incaricato di riprendere il controllo di una nave fantasma che si sta dirigendo verso il porto con una misteriosa carica a bordo. La co-protagonista, interpretata da Julianna Margulies, è una guardia costiera che si unisce alla missione del capitano. Il cast di supporto comprende Ron Eldard, Isaiah Washington e Alex Dimitriades. L’insieme dei personaggi aiuta a creare un’atmosfera di suspense e mistero che porta lo spettatore ad essere catturato dall’azione.

La pellicola del 2002, Nave Fantasma, sfoggia un cast di attori di talento, incluso Gabriel Byrne come il capitano della nave assediata e Julianna Margulies come la guardia costiera che lo assiste. Ron Eldard, Isaiah Washington e Alex Dimitriades completano il cast in una trama avvincente e piena di mistero che tiene gli spettatori sul bordo della sedia.

Chi ha diretto il film Nave Fantasma e quali sono state le scelte di casting per il resto del cast?

Il film Nave Fantasma è stato diretto da Steve Beck, un regista americano noto per il suo lavoro in film horror come Thirteen Ghosts. Per quanto riguarda il cast, Beck ha scelto attori di alto calibro come Gabriel Byrne, Julianna Margulies e Ron Eldard per interpretare i personaggi principali. La decisione di includere questi attori è stata basata sulla loro capacità di affrontare ruoli complessi e portare autenticità alle loro interpretazioni. La produzione ha anche scelto accuratamente gli attori di supporto per garantire la coesione del cast.

Lo sceneggiatore e regista Steve Beck ha selezionato un cast di attori di alto livello, tra cui Gabriel Byrne, Julianna Margulies e Ron Eldard, per portare autenticità ai loro ruoli nel film Nave Fantasma. La produzione ha dedicato particolare attenzione alla scelta degli attori di supporto per garantire la coesione del cast.

Naufragio della nave fantasma: Il cast che ha catalizzato il terrorismo marittimo sul grande schermo

Il naufragio della nave fantasma è stato un tema che ha attirato l’attenzione dei registi di Hollywood, dando vita a numerosi film di successo. Il tema della nave fantasma è stato rappresentato in diverse forme, dall’imponente e vecchia nave che naviga senza equipaggio, alla nave maledetta in balia del mare. Questo tema del terrore marittimo è stato portato sul grande schermo grazie ai talentuosi attori che hanno recitato in questi film, facendo sì che la nave fantasma diventasse uno dei sottotemi più suggestivi e affascinanti del cinema di Hollywood.

Il tema della nave fantasma ha trovato spazio sul grande schermo grazie ai registi di Hollywood, che hanno proposto diverse rappresentazioni di questo terrore marittimo, spaziando dalla vecchia nave senza equipaggio alla nave maledetta. Attori di talento hanno interpretato questi personaggi portando sullo schermo uno dei sottotemi più suggestivi e affascinanti del cinema americano.

Dietro le Quinte della Nave Fantasma: Una rassegna sul talento di attori iconici di questo famoso film di suspense marittimo

La Nave Fantasma, film del 2002 diretto da Steve Beck, deve gran parte del suo successo agli attori che hanno interpretato i personaggi principali. La performance di Gabriel Byrne, Julianna Margulies e Ron Eldard ha creato una tensione costante durante il film. Byrne ha portato una notevole profondità al personaggio del capitano, mentre Margulies ha dimostrato di essere una vera professionista nel suo ruolo di vice-capitano. Eldard ha portato il giusto equilibrio di umorismo e spavento al suo personaggio. Insieme, questi attori hanno reso La Nave Fantasma un film di suspense marittimo imperdibile.

La performance degli attori Gabriel Byrne, Julianna Margulies e Ron Eldard ha reso La Nave Fantasma un thriller marittimo di grande successo, grazie alla loro capacità di creare tensione costante, profondità dei personaggi e un giusto equilibrio tra umorismo e spavento.

Il cast di Nave Fantasma ha portato alla vita uno dei film più entusiasmanti e spaventosi degli ultimi tempi. Con le loro performance impeccabili, gli attori hanno saputo trasmettere l’angoscia e il terrore delle vittime del misterioso vascello. Il regista, per la sua parte, ha saputo creare l’atmosfera giusta, unendo il fascino della leggenda dei fantasmi alla tecnologia moderna, rendendo il film ancora più coinvolgente. Inoltre, la straordinaria scenografia e gli effetti visivi mozzafiato sono riusciti a riprodurre fedelmente l’immaginario che circonda la nave fantasma, facendo di questa pellicola un capolavoro del genere horror. Senza dubbio, Nave Fantasma è un film che resterà a lungo nella memoria di tutti gli amanti del cinema di paura.

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Carla Morelli

Sono Carla Morelli, una fashion blogger appassionata di moda e tendenze. Sono felice di darvi il benvenuto nel mio mondo fashion, dove condivido le mie idee, le mie scoperte e le mie esperienze nel vasto mondo della moda.

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Roberto Saviano spiega perché il Narcogolpe in Ecuador riguarda anche noi e la nostra democrazia

nave fantasma che significa

di Roberto Saviano

Il Narcogolpe  in Ecuador è molto differente dai classici golpe , sudamericani e non, che siamo abituati a osservare. Chi fa un golpe vuole prendere il controllo di uno Stato, sostituirsi a un governo legittimo, che a torto o ragione ritiene illegittimo: il colpo di Stato di Pinochet, il colpo di Stato in Iran, i vari golpe brasiliani. Ecco: queste esperienze non c’entrano nulla col Narcogolpe. Il Narcogolpe ha un unico obiettivo: terrorizzare lo Stato, costringerlo a negoziare, per ottenere ancora più impunità.

L’evasione di Fito

Per capire il Narcogolpe bisogna partire da Adolfo Macias, leader de Los Choneros, un vero e proprio cartello, il cartello egemone in Ecuador. Si trova in carcere, quando decide di mettere in pratica una strategia di evasione assolutamente inedita. Inizia a farsi crescere la barba e i capelli. Mentre è in carcere, nei giorni natalizi, chiede una visita in guardia medica. La stanza è in un luogo in cui entra ed esce un’ambulanza. Arriviamo al 7 gennaio e Fito dev’essere traslato dal carcere al tribunale: in quell’occasione si accorgono che Fito non è Fito. Che quell’uomo con la barba lunga in realtà è il suo sosia. Probabilmente era arrivato in ambulanza, o in un camioncino che portano i farmaci, e lo scambio era avvenuto durante la visita alla guardia medica.

Sparare, bruciare

Quando il presidente dell’Ecuador Daniel Noboa scopre dell’evasione dichiara 60 giorni di Stato d’emergenza. Stato di emergenza vuol dire posti di blocco, controlli alle navi. Fito sa che lo stato di emergenza significa blocco delle attività per la pressione della polizia e dell’esercito e milioni e milioni di dollari persi ogni giorno. Stato d’emergenza che dura fino a che qualcuno non consegna Fito, o lo uccide. Fito sa: o faccio insorgere il Paese o sono morto. E così accade.

Non c’è una strategia, c’è semplicemente un obiettivo: sparare bruciare, creare insicurezza. Quel che fanno i cartelli: beh, ad esempio sparano davanti a una scuola, alle macchine dei genitori. Fanno attentati a macchine scelte a caso, si mettono davanti a semafori coi bazooka, vanno nei parchi e ammanettano gente a caso. Arrivano anche a occupare uno studio televisivo di una trasmissione, in diretta. Vengono fatte forche artigianali e decimate le guardie carcerarie. Nulla di organizzato: il passa parola avviene su Tik Tok e Instagram: fate violenza, uccidete chi potete, sequestrate chi potete. Tutto questo avviene in poche ore.

Il contesto

Vediamo il contesto: com’è possibile che non ha avuto, per tutti gli anni ’80 e ’90 dei cartelli del narcotraffico, si ritrova in questa situazione, con più di 20 omicidi al giorno? L’Ecuador non aveva i problemi col narcotraffico che avevano sui vicini come Perù e Colombia. La ricchezza dell’Ecuador si fondava su altro: banane e petrolio. Il padre del presidente è il più grande imprenditore bananiero dell’Ecuador. Oggi né banane né petrolio. La ricchezza è la cocaina.

La svolta arriva nel 2018. Quando il cartello messicano di Sinaloa, comandato da El Chapo Guzman e da El Mayo Zambada, che ha di fatto il monopolio del traffico di cocaina, decide di dislocare gran parte dello stoccaggio della coca in Ecuador. Lo fa perché sta sperimentando un piano. Trovare un nuovo punto di partenza, un nuovo hub per gli invii del Nord America, ma soprattutto Europa e Asia. La rotta del Pacifico è una rotta importantissima e la vogliono esplorare facendola partire dall'Ecuador.

Ma c'è anche un altro problema. Gran parte della coca partiva dal Venezuela, Stato fallito e con all'interno un cartello criminale completamente alleato al governo, il Cartel de los Soles. Si chiama così perché il sole è proprio sulle mostrine dei generali venezuelani. Ebbene, il Cartel de los Soles fa sempre di più lievitare i prezzi per l'invio.

Fin quando i cartelli messicani decidono di interrompere il rapporto o quanto meno di ridurlo e costruire un nuovo spazio. Non solo: la richiesta di cocaina da parte del mondo è in costante aumento e quindi Colombia, Perù e Bolivia producono sempre di più, Ecco perché Sinaloa cerca un interlocutore diverso.  E lo trova in un gruppo i Los Choneros.

Los Choneros

Sapete quanti erano i Los Choneros quando c'è il primo incontro, intorno al 2008? Erano dieci. Oggi il cartello somma tra soldati e fiancheggiatori circa 10.000 persone e ha un indotto di lavoratori di circa un milione di persone, in un paese di 20 milioni di abitanti.

Sinaloa ha bisogno di stoccare foglie di coca, a milioni e ha bisogno di un luogo tranquillo e sicuro. Va dai Choneros, che accettano. L'accordo è molto vantaggioso per un gruppo di piccoli spacciatori che passavano il tempo a bere, a ubriacarsi, a drogarsi, fumando crack e cocaina. Ed è semplice: stoccare coca per un milione di dollari a settimana. I Choneros lavorano bene, Sinaloa si sente garantita. Così arriva il secondo passaggio: la raffinazione. Che è sempre stata fatta in Colombia. A occuparsene erano le Farc colombiane, le forze armate rivoluzionarie colombiane, che si finanziavano col narcotraffico e il cacao, in misura minore con l’oro. L’ELN, l’altro gruppo guerrigliero gemello, Esercito di Liberazione Nazionale si finanzia con la marijuana e sta ancora combattendo. Le FARC imponevano delle regole molto precise:  si coltiva coca solo dove lo diciamo noi, si raffina solo dove lo diciamo noi e solo noi possiamo raffinare.

Dopo la caduta dei grandi cartelli Medellín e Cali, che avevano il monopolio mondiale della produzione di cocaina, i grandi gestori del narcotraffico colombiano sono stati proprio i guerriglieri delle FARC e moltissimi micro gruppi che oggi di fatto sono al servizio del narcotraffico messicano. La verità è che le FARC arrivano a un trattato di pace col governo proprio perché il narcotraffico messicano era diventato troppo potente. I loro costi stavano lievitando, la loro coca non aveva più mercato. Ma questa è un'altra storia. Dopo la caduta delle FARC i micro cartelli possono coltivare dove vogliono, la produzione deve aumentare. Nessuno più controlla. Iniziano ad arrivare sempre più foglie di coca in Ecuador. Quando si decide di aprire le raffinerie i soldi raddoppiano, dal milione a settimane Iniziano a diventare due milioni a settimana, due milioni e mezzo a settimana.

Il cartello cresce. Lo Choneros mette a stipendio sempre più persone. Investe moltissimo nell'edilizia, nei rifiuti, nella raccolta dei rifiuti, in politica. Los Choneros diventano di fatto i riferimenti del cartello di Sinaloa  come hub per lo stoccaggio e la raffinazione.  In ultimo, il grande cambiamento. Dopo lo stoccaggio e la raffinazione arriva la spedizione. Dopo un po’ di tempo riescono a ottenere il controllo dei porti, a infiltrarsi e a capire che dai porti dell’Ecuador si può arrivare ovunque.

I Narcos e la politica

Il governo come ha reagito? Pubblicando un video dove opposizione e maggioranza uniti, seduti insieme, mischiati, tutti dalla stessa parte, annunciano di aver dato immunità agli uomini in divisa. Soldati e poliziotti, qualunque cosa faranno, non solo non saranno condannati, ma non saranno neppure processati. Un uomo in divisa oggi in Ecuador può sparare a chiunque, secondo il suo arbitrio, se pensa che quella persona sia un narcotrafficante o un loro fiancheggiatore e non dovrà risponderne, né ai suoi superiori né a un tribunale.

Questo non risolverà le cose, anzi. Innanzitutto c' un pezzo importante dell'esercito e della polizia ecuadoregna corrotto, ma non è questo il problema principale.Il problema principale è che più aumenta la violenza, più accade ciò che vogliono i narcotrafficanti.

La violenza deve arrivare alle stelle. Tutti devono sentirsi insicuri, tutto deve andare nel caos. Perché quello che loro si aspettano è innanzitutto ilmassacro dei narco-guerriglieri. L'esercito deve uccidere il numero più alto di narco-guerriglieri possibile. Allo stesso tempo, deve esserci un momento di negoziazione.

Sarà con Fito? Ne dubito. Sono convinto che in questo momento, all'interno dei Los Choneros, come è successo con Sinaloa, una parte sta cercando di consegnare vivo o morto Fito in cambio di vantaggi ulle loro economie, sulle loro proprietà, sulla loro condizione in carcere. Ma quello che accadrà lo sapremo nei prossimi giorni.

Va ricordato che i Los Choneros hanno da sempre interloquito con le istituzioni. Quando il presidente Noboa ha dichiarato i 60 giorni di emergenza nazionale, i Los Choneros si sono sentiti traditi: “Ma come, un nostro interlocutore si permette una cosa del genere?”

I Los Choneros negli anni hanno avuto quasi in subappalto il controllo delle carceri.  Le carceri sudamericane solo satolle e la loro gestione difficilissima.

Spessissimo, questo accade in moltissimi paesi, anche caraibici, viene delegato da un gruppo, la gestione del carcere: se non fai accadere rivolte, noi miglioriamo il cibo facciamo entrare ai vostri affiliati più cose, una buona televisione, ogni tanto qualche fidanzata, un po’ di droga.  I Los Choneros per anni sono stati questo. Ecco perché ai Los Choneros è bastato un attimo per prendere il controllo delle carceri ecuadoriane.

Il rapporto con la politica dei cartelli ecuadoriani negli ultimi anni è stato drammatico. I Los Choneros portano avanti una linea durissima contro i politici che non negoziano, che non si alleano o che smettono di allearsi, magari guardando ad altri gruppi. Le ultime elezioni presidenziali sono state una carneficina. Hanno ammazzato il più importante rivale dell'attuale presidente. Si chiamava Ferdinando Villavicencio, leader centrista minacciato dai cartelli che lo invitavano ad andare in piazza col giubbotto antiproiettile, lui dichiarava: “La mia protezione è la mia gente”.  E invece è stato ammazzato davanti alle telecamere, appena terminato un comizio. Stessa storia per Pedro Brignoles, esponente della sinistra radicale ecuadoriana. E poi l'omicidio del sindaco di Manta, la città culla dei Los Choneros, Agustín Intriago. Chiunque si ponga tra i Los Choneros e i loro obiettivi è morto.

Il ruolo dell’Italia

Precipuo è il ruolo dell'Italia in rapporto al narcotraffico ecuadoriano. Il legame tra le organizzazioni mafiose italiane e i cartelli ecuadoriani per mediazione, albanese e messicana è strettissimo.  Albanese? Sì, perché proprio in Ecuador c'era sino al 2020, fin quando non viene smantellato, almeno così sembra, un cartello albanese. Kompania Bello si chiama e il suo boss Dritan Rexhepi gestiva direttamente i rapporti tra i cartelli europei, est europei e mediterranei e l'Ecuador.

Nel 2022, nel porto di Guayaquil, in Ecuador, ho fatto un sequestro record oltre 200 tonnellate di cocaina. Ma il dato impressionante è che la parte maggiore di coca sequestrata in Italia negli ultimi anni, mi riferisco ai sequestri del porto di Livorno nei porti di Vado Ligure, in misura minore Gioia Tauro,  provengono dall'Ecuador, così come provengono dall'Ecuador la maggior parte dei sequestri di persone, chiamate i muli, che o ingoiano o trasportano addosso coca.

Ma non è questione che riguarda solo i porti italiani: la porosità dei porti europei, soprattutto post Covid, è davvero esponenziale. Due dettagli mi hanno colpito degli ultimi anni della narco-centralità dell'Ecuador: un carico sequestrato nel 2022 diretto alla Georgia e un altro carico più recente nel maggio 2023, diretto in Armenia.

Ecco il narcotraffico ecuadoriano -bisognerebbe dire il narcotraffico messicano – ha iniziato a tappeto a riempire di coca l'Est Europa. Non che non l’abbiano fatto i cartelli precedenti, ma da dopo il conflitto russo-ucraino  le porte del narcotraffico si sono spalancate. Il mercato è quasi triplicato, e le organizzazioni criminali hanno a disposizione una tale quantità di denaro e possibilità di negoziare con le armi da importare tonnellate di cocaina.

Questa storia riguarda tutti. Riguarda tutti perché la droga non è un'eccezione. Quello che sta accadendo è che non saper gestire il male di vivere e la sofferenza del vivere occidentale e non solo, sta portando alla distruzione della democrazia. Narcotraffico, mafie, significa mercati dopati, imprese con concorrenza sleale. Significa corruzione, significa manipolazione del consenso pubblico. Significa distruzione delle regole democratiche.

Aver tolto da qualsiasi dibattito democraticouna riflessione sulle dipendenze, una riflessione sui consumi, aver dismesso il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere, mossa importante che per esempio fu fatta in Uruguay per fermare l'invasione dei cartelli messicani, porta esattamente a quello che sta accadendo in Ecuador.

Un ultimo pensiero: guardate le scene nelle strade dell'Ecuador per capire il potere delle organizzazioni mafiose.

Se le istituzioni, se la società civile, dovessero rifiutarsi di dialogare, di negoziare, di trattare e le organizzazioni criminali dovessero decidere di dare fuoco, non ci sarebbe più ordine, non ci sarebbe più equilibrio, non ci sarebbe più pace.

Bastano pochissime persone e il controllo è perso. Questa è la potenza delle mafie. Piccoli numeri di fatto, pochi soldati, ma che portano una valanga di disagio che non puoi fermare se non trattando con loro.

Recentemente è accaduto ad Haiti, accade in Giamaica, in Montenegro. C'è una parte di mondo criminale che aspetta il comportamento delle istituzioni per poter accendere la luce verde di una rivolta, del terrorismo mafioso: lo hanno fatto anche le mafie italiane negli anni ‘90.

Vedete, è semplice: o ci si occupa del narcotraffico, o il narcotraffico si occupa di noi.

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Il mistero delle navi fantasma prive di equipaggio

Le navi fantasma avvistate alla deriva nei mari del mondo, sono imbarcazioni prive di equipaggio che appaiono all’improvviso in mare aperto. Queste improvvise quanto sconcertanti apparizioni sono sempre stato motivo di inquietudine e timore in chi vi assisteva. Ad oggi appaiono imbarcazioni fantasma che causano le stesse sensazioni.

Spesso queste imbarcazioni, ad esempio le note navi dei pirati o vascelli, potevano, in seguito un arrembaggio da parte di pirati oppure ad ammutinamenti, vagare nei mari senza equipaggio. Come si può ben immaginare un veliero dei pirati che appare all’orizzonte senza nessuna persona a bordo era un fenomeno con un grande impatto emotivo su chi lo viveva.

Il mistero delle navi fantasma

Di seguito alcuni esempi di nave fantasma nella storia.

La leggenda della nave Octavius

Groenlandia.

La nave Octavius ritrovata l’11 ottobre 1775 era partita dall’Inghilterra e la sua storia è avvolta da un mistero. Una leggenda del XVIII secolo narra che il capitano Herald di una baleniera avesse trovato la nave con il suo equipaggio deceduto, completamente congelato. Nel diario di bordo, congelato anch’esso, l’ultima data utile riportata risaliva al 11 novembre 1762. A rigor di logica la nave vagava nei mari gelidi da 13 anni. E l’annotazione riportava come ultima località l’Alaska.

Un mistero inquietante secondo la leggenda è che ogni singolo componente dell’equipaggio aveva una penna tra le dita. Solo tre persone aveva una scatola per la polvere.

Come poteva una nave percorrere senza equipaggio tanti chilometri affrontando l’importante passaggio a nord ovest ? Il capitano Herald spaventato dalla situazione abbandonò la nave allontanandosi con la baleniera senza più ritrovarla in seguito.

Schooner Jenny la nave nel ghiaccio

La nave Schooner Jenny fu ritrovata in Antartide nel 1840. Al suo interno vi erano sei membri dell’equipaggio e il capitano con un cane. Un biglietto scritto dal capitano lasciava intendere che la nave era alla deriva da 17 anni: “4 Maggio 1823. Niente cibo da 71 giorni.  Sono l’unico sopravvissuto ” . I membri dell’equipaggio, il capitano e il cane morirono per assideramento.

La nave Mary Celeste

L’imbarcazione  Mary Celeste è stata ritrovata nel 1872 nei pressi del Portogallo e l’equipaggio sembrava scomparso nel nulla.

Il brigantino inglese Resolven

Nel 1884 il brigantino inglese Resolven è stato ritrovato a Terranova in Canada. Il brigantino era privo di equipaggio ma con le cucine erano attive, con i fornelli accessi, come le lampade ad olio al suo interno.

Il transatlantico minore SS Valencia e gli spettri.

Cento persone tra donne e bambini perirono nel naufragio nel 1906 nella costa al largo di Vancouver del transatlantico a vapore minore SS Valencia lungo 77 metri.

Secondo una leggenda locale una scialuppa con 8 scheletri è stata avvistata a  Pochena  Bay, una zona marittima difficilmente raggiungibile. Non si è trattato dell’unico avvistamento di scialuppe della nave Valencia descritte come scialuppe fantasma . Nel 1910 un giornale locale riportò la testimonianza di alcuni marinai di una nave fantasma molto simile alla SS Valencia senza equipaggio ma con dei fantasmi aggrappati alla nave.

La leggenda della nave fantasma Carroll A. Deering

Il mistero delle navi fantasma

Il 31 gennaio del 1921 nel North Carolina, Usa, una nave fantasma con solo due gatti a bordo e priva di equipaggio e del carico si incaglia sulle spiagge nelle Diamond Shials. La nave era la Carroll A. Deering ed era partita nell’agosto del 1920 con diverse difficoltà causate anche dalla sostituzione improvvisa del capitano e suo figlio a causa di una malattia.

Una bottiglia con un messaggio al suo interno rinvenuta sulla nave riporta uno strano e misterioso messaggio :

“Deering catturata. Hanno preso tutto e ammanettato l’equipaggio. Equipaggio nascosto in tutta la nave. Nessuna possibilità di fuga. Avvertire la compagnia Deering.”

Ma dove si trovava l’equipaggio? Sulla nave non vi era alcuna traccia di persone vive o decedute. Cosa era accaduto sulla nave  Carroll A. Deering? Si era trattato di un atto di pirateria oppure un ammutinamento da parte dell’intero equipaggio?

La nave mercantile Ourang Medan

Un mistero avvolge la nave mercantile Ourang Medan che lanciò nel febbraio del 1948 due SOS per chiedere aiuto e affermando che tutto l’equipaggio stava morendo. I soccorsi trovarono tutto l’equipaggio in sala macchine con gli occhi sbarrati dal terrore e già soggetti a rigor mortis. Anche il cane della nave era deceduto. Cosa aveva causato la morte dell’equipaggio e dell’animale? Il medico legale affermò che le cause della morte erano sconosciute.

La nave da crociera russa Lyubov Orlova

Lyubov Orlova è una nave rompighiaccio da crociera costruita a Lussemburgo nel 1976 che scomparve durante il suo ultimo viaggio nell’anno 2013. Una burrasca, durante le operazioni che la conducevano alla rottamazione, creò la rottura dei cavi di traino della nave che iniziò il suo viaggio alla deriva. Notizie terrificanti gravano su questa imbarcazione come la presenza in passato di una sorta di luogo di incontri erotici e si narra che fosse utilizzata per organizzare a bordo incontri tra malavitosi. La nave è stata definitivamente recuperata sulle coste della California in Usa, nel mese di gennaio 2017.

Il cargo indonesiano fantasma

Un cargo indonesiano fantasma in ottime condizioni e funzionante lungo circa 177 metri è stato trovato arenato nelle coste del  Myanmar in Birmania, Asia. L’ultimo avvistamento   del cargo noto come Sam Ratulangi PB 1600  risaleva al 2009. Dell’equipaggio e del suo carico non vi era alcuna traccia. Secondo le indagini del caso il cargo è stato abbandonato alla deriva dal suo rimorchiatore nella fase del traino per la rottamazione.

La leggenda dell’Olandese volante

Il mistero delle navi fantasma

La leggenda della nave dei pirati nota come Olandese Volante è diventata ancora più conosciuta grazie a dei film del cinema. Il capitano Hendrick Van der Decken decise di affrontare una terribile tempesta non accettando alcun tipo di rifiuto dal suo equipaggio. Secondo la leggenda il capitano Hendrick Van der Decken uccise un uomo del suo equipaggio che tentò un ammutinamento. A causa del suo comportamento arrogante, con cui il capitano sfidava la forza della natura, un Angelo scese sulla nave condannando il capitano e il suo equipaggio a navigare in eterno.

Le testimonianze riguardo gli avvistamenti dell’Olandese Volante sono molto numerose, forse questa nave fantasma esiste realmente?

Il mistero delle navi fantasma prive di equipaggio in Italia

Il Bel Amica in Sardegna.

In Sardegna nel 2006 fu rinvenuto il Bel Amica , uno yatch, privo di equipaggio e non denunciato al fisco. Sul bel Amica vi era una bandiera di Lussemburgo e alcuni manufatti di origine egiziana e alcune cartine francesi ma dell’equipaggio non vi era alcuna traccia. Il proprietario della nave evase le tasse non denunciando il bene.

La nave fantasma San Giorgio:

Il mistero delle navi fantasma

Nel fiume Po nel 1948 scomparve una storica nave da guerra italiana la Regia Nava San Giorgio. L’8 settembre 1948 la nave è stata sequestrata dall’esercito tedesco ed utilizzata per pattugliare le coste del mare Adriatico.

Il 12  febbraio 1944 una tempesta in mare spinse l’equipaggio composto da 52 uomini della nave San Giorgio a cercare protezione lungo il fiume Po. Tuttavia la nave lunga 54 metri con un peso di 363 tonnellate presto rimase incagliata in una secca dell’insidioso fiume Po. L’equipaggio riuscì a fuggire utilizzando le scialuppe di salvataggio mentre la nave si inclinava tragicamente su un lato affondando. L’intento del capitano era raggiungere il vecchio faro di Pila alla foce del Po di Pila, Busa Dritta.

La nave non era del tutto invisibile, la punta del suo cannone emergeva dalle acque del fiume attirando numerosi saccheggiatori che la depredarono in breve tempo. La nave si trova a  Punta della Maestra nel Delta del fiume Po. Con il passare del tempo la nave sprofondò del tutto fino a quando non è stato più possibile individuarla in quanto il fiume Po subì numerosi mutamenti strutturali nel tempo.

Il ritrovamento del relitto

Tramite l’utilizzo di un georadar il ricercatore  Luciano Chiereghin ha trovato il relitto della nave fantasma San Giorgio nell’agosto dell’anno 2018 dopo oltre 70 anni sommersa da un fondale di sabbia stimato tra i 3 e i 5 metri e acqua . L’uomo è un appassionato di reperti della guerra mondiale e di misteri irrisolti. La nave non è stata riportata in superficie in quanto i costi dell’operazione sono proibitivi.

Conclusioni:

Le navi fantasma riportate sono solo alcune di quelle avvistate e recuperate nel tempo in Italia e nel mondo. Nei film che utilizzano soggetti come le navi fantasma spesso sono aggiunti inquietudine, fenomeni paranormali e fantasmi.

Approfondimenti:

Visita la sezione del sito sui Misteri in Italia e nel mondo

Il mistero di Denise Pipitone e l'intervista alla sensitiva Rosemary

I folletti italiani dalla lettera a alla z, il gigante umanoide di kandahar in afghanistan, il chupacabra mito o realtà, da non perdere, seguici sui social.

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Erika Di Cuonzo

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